shekerbura, il dolce per la primavera azera

A qonaq evində yüngül
L’ospite è una luce in casa

Non ho bisogno della valigia per questo viaggio che mi porta nel Caucaso a visitare la cucina dell’ Azerbaijan, dove ho scovato un biscotto “ricamato” che per fattura e ingredienti ha molto in comune con alcuni dolci della mia tradizione.

L’usanza di consumare questo dolce in un preciso momento dell’anno solare trova affinità con un dolce sardo: le pardule (formaggelle).
Sembra piccolo il mondo se lo osservi a tavola  🙂

Introduzione a questa ricetta:
Lo  Shekerbura (in lingua originale Шекербура),  è il piatto nazionale in Azerbaijan che viene preparato per per il Norvuz,  festa che celebra l’arrivo della primavera e cade proprio il 21 marzo. Il termine Nawrūz che significa “nuovo giorno” deriva dall’unione di due parole antico-persiane: nava (nuovo) e rəzaŋh (giorno).

Il rinnovarsi della natura e l’arrivo delle giornate calde  coincidono con l’inizio dei lavori agricoli,  tutto questo viene annunciato dal Semeni, erba o germoglio di grano che, ormai cresciuto, viene posto come decorazione nelle case e nei ristoranti come segno di rinascita. La tavola su cui si mangia viene apparecchiata con un panno bianco per rappresentare la purezza e deve avere sette elementi che cominciano con la lettera “s” di Semeni:
Sumaq (candele) – per il colore del sole all’alba;
Sumani (germogli di grano) – dolcezza, fertilità, prole numerosa;
Sikke (monete) – buona fortuna;
Su (acqua) – purezza, rinascita e salute;
Sabzi (vegetali) – purezza e buona fortuna;
Sud (latte) – salute e bellezza naturale;
Sarikok (zenzero giallo) – dolcezza nella vita.

Se il semeni è il simbolo verde di Novruz, due dolci, Pakhlava  e Shekerbura, sono il simbolo della festa della primavera. Nessuna tavola durante il Novruz è completa senza queste deliziose e piacevoli preparazioni. Lo Shekerbura è un biscotto dolce ripieno di frutta secca e zucchero.  In Azerbaijan di solito viene preparato  in  gruppo e condiviso con parenti e vicini. Una volta cotti, i biscotti si dispongono sul tavolo in una khoncha (speciale vassoio della festa) pieno di dolci, noci, frutta secca e uova colorate.

novruz

Ci sono molte altre tradizioni celebrate durante il Novruz, inclusa quella di non chiudere la porta di casa a chiave, perché  Novruz è anche il momento di rinnovare le amicizie attraverso la fiducia.

La celebrazione di Novruz, proibita ma celebrata di nascosto durante gli anni della repubblica sovietica,  è oggi uno degli eventi più attesi da festeggiare apertamente in Azerbaijan. Festeggiato anche in Afghanistan, in Iran e dai Kurdi in Turchia nel giorno dell’equinozio di primavera, viene celebrata diversamente in ciascun Paese, ma rimane per tutti un’occasione particolare per decorare e colorare le uova.

Un’altra tradizione è il “papag atdi”, che significa lancio del cappello. E’ simile alla tradizione americana del “dolcetto o scherzetto”. I bambini bussano alla porta dei vicini e lasciano i cappelli o un cesto sulla soglia di casa, poi si nascondono per vedere se riceveranno dolci, noci o regali.

Shekerbura

  • dose per circa 30 biscotti
  • teglia rivestita con carta da forno
  • planetaria, o lavorato a mano
  • tempi per la preparazione  30 minuti
  • tempi di lievitazione 30 minuti
  • tempi di cottura 15 minuti
  • semplice, alla portata di tutti
  • costo complessivo € 4

farcia:
220 g di polvere di pistacchio Bacco
220 g di polvere di nocciole

390 g di zucchero
2 cucchiaini di cardamomo in polvere

  • mescolo il pistacchio con metà dello zucchero e un cucchiaino di cardamomo, faccio altrettanto con la nocciola e lascio riposare

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per preparare la sfoglia:
10 gr di lievito di birra
2 cucchiai di latte intero
1 cucchiaino di zucchero

  • verso gli ingredienti nel boccale nella planetaria, con una piccola frusta mescolo bene  per far sciogliere lo zucchero e lascio riposare 5 minuti;
  • aggiungo gli altri ingredienti in questo ordine

3 tuorli d’uovo
180 gr di yogurt greco compatto
270 gr di burro fuso freddo
750 gr di farina tipo “0”  in tre fasi
un pizzico di semi di vaniglia
un pizzico di sale

  • avvio l’impastatrice con il gancio e lascio impastare per pochi minuti, non deve compattarsi ma risultare come l’impasto della frolla
  • rovescio la massa sul ripiano e lo lavoro a mano ancora un minuto, lo ripongo nel boccale coperto con la pellicola alimentare e lascio lievitare per trenta minuti
  • alla fine della lievitazione premo l’impasto con il dito, se rimane il segno della fossetta allora è pronto, altrimenti lascio  lievitare ancora
  • divido l’impasto in 8 parti e ogni pezzo lo arrotolo a forma di cilindro che poi taglio in 4 pezzi
  • arrotolo ogni pezzetto di impasto e formo delle sfere, poi le stendo a sfoglia rotonda e alta circa 1/2 centimetro
  • riempio ogni disco con un cucchiaio di farcia e sigillo bene premendo il bordo con i polpastrelli; chiudo pizzicando la sfoglia e la arrotolo su se stressa

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  • dispongo sulla teglia rivestita con carta da forno e inforno a 180° per 20 minuti.

La decorazione di questi biscotti l’ho realizzata con particolari pinzette, mi riprometto di realizzare un video per mostrare come utilizzarle.

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sopa de choclo argentina, il confine labile dei sapori

“A las buenas ideas las tienen los locos, las hacen los valientes, las critican los inútiles”
Le buone idee le hanno i matti, le realizzano i coraggiosi e le criticano gli inutili.
(proverbio argentino)

La contaminazione culturale  spesso la ritroviamo nelle ricette e in alcune si può sentire la presenza di fondo del Mediterraneo. La sopa è uno dei piatti base presenti non solo nei paesi latinoamericani,  ma in tutto il mondo, con differenti nomi e al centro di tutto questo i prodotti locali.  Così  i confini geografici smettono di esistere, lasciando che il luogo della cucina sia un territorio universale.
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alfajor il dolce legame con l’Argentina

Non se puede quitar el bailado
Non è possibile cancellare una cosa fatta

 Trovo intrigante quanto il cibo sia il canale privilegiato per raccontare la storia, non soltanto di un popolo, ma delle relazioni che questo crea.
In Argentina ho trovato nell’alfajor un legame alle mie origini, dato soprattutto dalla provenineza e dalla sua storia; mi piace conoscere tutto quello che c’è alla base di una ricetta che rappresenta un territorio.

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rzeeza la colazione della sposa, una tradizione Magrebina

أحب دائما أولئك الذين يحبونك، ولا حتى كلب.
Amerai sempre chi ti ama, fosse pure un cane.

E questa volta di amore si parla.
Sono stata in Marocco, un paese affascinante e  carico di profumi e sapori, tante le pietanze che ho potuto assaggiare, ma questa mi mancava; così ho esplorato una ricetta della tradizione del Mghreb: Rzeeza o Rzyza o Rziza.

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Cassata Siciliana ispirazione antica

 Cu’ voli puisia venga ‘n Sicilia

chi vuole poesia, venga in Sicilia

Riprendo il viaggio lì dove mi ero fermata.
La sosta è stata lunga e rigenerante, il tempo per andare in altri luoghi e scoprire nuovi sapori, con l’intento di riproporli con qualche piccola variazione. Vi propongo un dolce, ma dolce dolce dolce! La cassata Siciliana.

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Pakoṛā di kālī mirca bajji, un fritto per assaporare l’India

Quanto mi è mancato questo “appuntamento“.

Sono ritortata ai miei viaggi  con la stessa eccitazione che si prova  all’aeroporto dopo il check in e mi preparo all’imbarco: scegliere la ricetta, fare la spesa e mettersi ai fornelli. Si parte per l’India.

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Banoffie Pie, a sud di Londra l’evoluzione di un dolce

Il divertimento comincia quando mi dedico alla ricerca di pietanze tipiche e meno conosciute, lasciandomi prendere per la gola dalle immagini o suggestionare dal titolo della ricetta; naturalmente divago giustificando che “la creatività richiede fantasia” mentre mi perdo cliccando sul link del link del link nel bel mezzo di un articolo, un grande esercizio di  memoria per ripetere il percorso a ritroso, sarebbe utile se esistesse un link-detector,  già mi vedo smarrita in terre virtuali con il matto del villaggio. Se è vero che al mondo abbiamo sette sosia, io altri sei sciroccati come me li trovo, eh se li trovo!

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